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Le opportunità della discontinuità

Le opportunità della discontinuità

La pandemia che stiamo vivendo ha generato una quantità di modifiche nei comportamenti di consumo e di acquisto in tutto il mondo. Questi cambiamenti repentini hanno spiazzato la capacità dei sistemi di produzione e distribuzione dei Fast Moving Consumer Goods (FMCG) di rispondere in modo adeguato, o perfino sufficiente, alla domanda dei mercati. Il blocco di tutto il settore di bar, ristoranti e alberghi (horeca) e le restrizioni agli spostamenti hanno indotto la concentrazione di tutta l’alimentazione della famiglia all’interno della casa. Il saldo di volume avrebbe dovuto, in teoria, rimanere identico e invece no. La produzione alimentare è finita sulle montagne russe: chi deve tagliare ordini e chi ha importanti invenduti. E le fasi si succedono in modo imprevedibile. In linea generale possiamo identificare alcuni macro-fenomeni e immaginare una serie di risposte adatte a trasformare questo problema in opportunità per molti produttori. Passiamo in rassegna le azioni suggerite e le loro possibilità di implementazione.

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La resilienza dell’impresa italiana di fronte alla crisi

La resilienza dell’impresa italiana di fronte alla crisi

L’articolo Così le aziende cinesi hanno reagito al Coronavirus di Martin Reeves, Lars Fæste, Cinthia Chen, Philipp Carlsson-Szlezak e Kevin Whitaker (in altra parte di questo volume) fornisce un elenco di principi organizzativi e gestionali efficaci e condivisibili. Sono lezioni tratte dall’esperienza cinese e dalla cultura aziendale e accademica degli autori. Questo decalogo può applicarsi alla maggior parte delle imprese in quasi tutti i contesti del mondo e come tale può essere utile anche in Italia. Noi siamo convinti, tuttavia, che le caratteristiche peculiari della nostra impresa la rendano più adatta a reagire agli scenari mutati dalla crisi e a ripartire in modo più rapido rispetto ai concorrenti di buona parte del mondo. Questo a causa della natura e dell’origine antiche del nostro sistema imprenditoriale, delle modalità in cui l’imprenditoria italiana si è sviluppata e per come l’impresa si è organizzata negli anni. È chiaro, però, che la crisi ha messo in luce una serie di carenze sistemiche che andranno rapidamente colmate sia per dare ulteriore impulso alle capacità imprenditoriali italiane, sia per essere pronti a fronteggiarne altre in modo più efficace.
Nel momento in cui scriviamo l’Italia è in pieno lock down e dunque non si possono leggere i segnali di ripresa che vediamo in Cina e Corea del Sud. Ma possiamo raccontare la sintesi di quanto GEA ha capito in 55 anni di assistenza costante agli imprenditori italiani e che pubblicheremo tra poco in modo esteso con questo stesso editore. Possiamo anche raccontare i segnali che cogliamo dalle aziende in attività e che ci confermano la tesi di fondo e cioè che l’impresa italiana, abituata da sempre alle difficoltà, ha una condizione competitiva più favorevole dei propri concorrenti esteri e che quindi riuscirà a risollevarsi prima e meglio degli altri. Così come l’intero Paese.
Proviamo di seguito a definire le caratteristiche peculiari del modello d’impresa italiano e a misurarne la capacità reattiva rispetto alle crisi.

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Harvard Business Review Italia

Retailing Disruption: come ripensare i business model di una distribuzione "non più" moderna

Harvard Business Review Italia - Articolo di Luigi Consiglio

Le aziende retali sono di fronte a rischi sistemici e a scelte complesse in uno scenario completamente mutato soprattutto a causa dell'innovazione tecnologica. 
Un cambio radicale di rotta è però non solo auspicabile, ma strategicamente possibile. 

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Harvard Business Review Italia

I negozi “tradizionali” tornano di moda

Dati per morti ai margini della distribuzione al dettaglio che viaggia su Internet, i negozi fisici stanno trovando sorprendentemente nuove soluzioni per competere.

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la Repubblica.it

Black Friday. Alimentare, abbigliamento, mobili: ecco le vittime "fisiche" dell'e-commerce

L'e-commerce dilaga in tutto il mondo, anche se con tassi di crescita diversi a seconda dei settori. Le Amazon e le Alibaba di turno, progressivamente, apriranno più magazzini portando le botteghe e alcune categorie di negozi alla chiusura. E già successo a libri, viaggi e giocattoli. Sono fallite le catene di grandi magazzini e ora inizia a scricchiolare qualche catena di bar e ristoranti. Tremano anche i modelli di qualche grande supermercato.

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