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Reagire, progettando il cambiamento

Reagire, progettando il cambiamento

Nei mesi scorsi, l’emergenza sanitaria e le conseguenti restrizioni alle attività economiche e sociali hanno imposto alle imprese profondi cambiamenti. Le aziende rimaste operative hanno dovuto riorganizzarsi in corsa, con azioni riconducibili all’igienizzazione degli ambienti, al distanziamento tra le persone e al maggiore ricorso allo smart working.
Ora, grazie al maggiore tempo a disposizione e alla maggiore disponibilità di dispositivi sanitari e attrezzature, tali azioni vengono via via migliorate ed estese a tutti i settori di attività, con il procedere della riapertura.
Partendo dall’osservazione di questa progressiva “messa a punto” degli interventi della prima ora, intendiamo esporre alcune riflessioni relative al successivo passaggio – molto delicato – che dal superamento dell’emergenza porta alla fase della convivenza con le nuove condizioni.

Clicca qui per scaricare il PDF "Reagire, progettando il cambiamento" di Marco Chinello

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Ripensando la Fashion Supply Chain

Ripensando la Fashion Supply Chain

Nel mondo del Fashion, pur nella diversità dovuta a contenuti e caratteristiche proprie dei diversi posizionamenti, la Supply Chain ha in genere due obiettivi fondamentali:
• il completamento dello spunto creativo attraverso la definizione di alcuni materiali e processi;
• la realizzazione e concretizzazione del prodotto nel rispetto degli obiettivi di qualità, servizio e costi.
La crisi legata alla pandemia in corso ha messo in luce in maniera drammatica la fragilità legata alla complessità, alla lunghezza e alle caratteristiche delle catene di approvvigionamento di questo settore.
Nei segmenti del mercato di massa e dei posizionamenti intermedi, spesso i capi sono realizzati in Asia con tessuti ed accessori prodotti in Europa. Queste filiere hanno tempi di attraversamento elevati (4-6 mesi), dovuti alla definizione e acquisizione di materiali, alla produzione ed infine al trasporto, che avviene prevalentemente via nave. Ne consegue una forte inerzia nel rispondere a sollecitazioni improvvise come quelle avvenute recentemente, con funnel produttivi e di approvvigionamento riempiti con grande anticipo rispetto alla domanda finale.
L’aspetto geografico non è però l’unico elemento. Le catene di fornitura legate ai posizionamenti più elevati e al mondo del lusso, con caratteristiche di maggior artigianalità, sono in generale più “corte”, localizzate prevalentemente in Italia, Francia e nel resto dell’Europa, ma si sono comunque dimostrate estremamente fragili. In questo caso i problemi principali sono la carenza di alternative di fornitura attivabili rapidamente e la ridotta forza finanziaria dei partner.
Tutte queste criticità strutturali sono emerse con forza al momento di ripartire, esasperate dalla situazione di emergenza, che ha portato fornitori e negozi ad essere saturi di merce primaverile ed estiva, ormai utilizzabile solo per vendite in saldo o per essere riportata al prossimo anno.

Clicca qui per scaricare il PDF "Ripensando la Fashion Supply Chain" di Luciano Giannetti e Luca Crippa

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La riscoperta della casa

La riscoperta della casa

Dopo quasi 2 mesi di quarantena forzata, dove abbiamo vissuto nelle nostre case e ci siamo necessariamente abituati a cambiare radicalmente i nostri comportamenti, ci accorgiamo che forse varrebbe la pena sistemare qualcosa all’interno di questo guscio che ci ha protetti dal nemico invisibile. In un paese dove la maggioranza delle famiglie vive in case di proprietà, la voglia di migliorare il luogo in cui sempre di più si vive e si vivrà sarà trainante.
In questi giorni ho visto tanta gente, davanti a porte e finestre spalancate, con il pennello in mano. Una rinfrescata ai vecchi serramenti, o alle pareti ingiallite da anni di bassa cura. Non è difficile imparare, il do it yourself costa molto poco, ed il risultato è appagante. Le pareti rinfrescate danno un senso di igiene e di pulito che ci fa vivere meglio all’interno dei locali.
Non andremo in vacanza ad agosto. O se ci andremo sarà per pochi giorni. Dobbiamo risparmiare per i tempi difficili, cioè per domani e dopodomani.
Ma se non spenderemo duemila euro in vacanza, magari potremo permetterci di condizionare qualche locale, per stare meglio in casa quando il caldo morderà. Se oltre a condizionare si potesse anche sanitizzare l’aria sarebbe persino meglio.
Magari metteremo delle zanzariere, magari cambieremo qualche infisso sugli affacci più rumorosi.

 

Clicca qui per scaricare il PDF "La riscoperta della casa" di Fabrizio Tellarini

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Le opportunità della discontinuità

Le opportunità della discontinuità

La pandemia che stiamo vivendo ha generato una quantità di modifiche nei comportamenti di consumo e di acquisto in tutto il mondo. Questi cambiamenti repentini hanno spiazzato la capacità dei sistemi di produzione e distribuzione dei Fast Moving Consumer Goods (FMCG) di rispondere in modo adeguato, o perfino sufficiente, alla domanda dei mercati. Il blocco di tutto il settore di bar, ristoranti e alberghi (horeca) e le restrizioni agli spostamenti hanno indotto la concentrazione di tutta l’alimentazione della famiglia all’interno della casa. Il saldo di volume avrebbe dovuto, in teoria, rimanere identico e invece no. La produzione alimentare è finita sulle montagne russe: chi deve tagliare ordini e chi ha importanti invenduti. E le fasi si succedono in modo imprevedibile. In linea generale possiamo identificare alcuni macro-fenomeni e immaginare una serie di risposte adatte a trasformare questo problema in opportunità per molti produttori. Passiamo in rassegna le azioni suggerite e le loro possibilità di implementazione.

Clicca qui per scaricare il PDF "Le opportunità della discontinuità" di Luigi Consiglio

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Come rafforzare la struttura finanziaria delle imprese colpite dal lockdown

Come rafforzare la struttura finanziaria delle imprese colpite dal lockdown

La maggior parte dei settori dell’economia italiana subirà un forte impatto a seguito del lockdown e della lenta ripresa successiva; le ultime stime convergono su una variazione negativa del PIL 2020 dell’ordine del 9%, solo parzialmente compensata dalla ripresa nel 2021 vista tra il 4 e il 6%. Le prime stime sulla produzione industriale del bimestre marzo-aprile 2020 indicano un calo nel bimestre superiore al 50% rispetto all’anno precedente, che non sarà recuperato con una cosiddetta ripresa “a V”, per numerosi motivi legati all’offerta (calo di produttività delle imprese), al commercio internazionale (supply chain “ingessate” e Paesi ancora in lockdown), alla domanda (aumento della disoccupazione e del risparmio precauzionale delle famiglie).  In aggiunta, questa volta numerosi comparti dei servizi subiranno un impatto ancora più forte rispetto all’industria, a causa del blocco del turismo, che pesa attorno al 13% del PIL, e al lockdown prolungato di ristorazione, bar, spettacoli e sport. Ci dobbiamo preparare a un lungo periodo di difficoltà dell’economia e delle imprese di ogni dimensione.

Clicca qui per scaricare il PDF "Come rafforzare la struttura finanziaria delle imprese colpite dal lockdown" di Cristiano Grosa

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